Attenti, il lupo c’è – Murgia in allerta

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Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno del  20 luglio 2010

A LTA M U R A . È ufficiale: sull’Alta Murgia ci sono presenze di lupo. La conferma arriva dagli esami di laboratorio sulla carcassa di un esemplare trovato l’anno scorso nei pressi del confine tra Altamura e Corato, sulla strada provinciale 238. È una femmina di lupo. Per questa ragione l’Ente Parco ha avviato un monitoraggio dei mammiferi predatori.
Nel Parco nazionale dell’Alta Murgia proprio l’equilibrio tra uomo e fauna selvatica è diventato una convivenza difficile. Colpa soprattutto del sovraffollamento demografico del cinghiale («Sus scrofa»). Molti agricoltori lamentano orti e raccolti rovinati e divorati. Alcuni lamentano anche pericoli possibili per l’incolumità per l’attraversamento di strade e poderi da parte di questi animali.
Decisamente diversa la situazione del lupo la cui presenza finora veniva esclusa. E dunque saranno pochissimi esemplari. Ma è morto l’esemplare trovato l’anno scorso? Le indagini dell’Istituto zooprofilattico di Foggia non lo hanno chiarito. Non ci sono tracce di avvelenamento né di colpi di arma da fuoco. Né ci sono tracce evidenti di una morte dovuta all’urto con un’automobile.
Ad ogni modo l’Ente Parco ha deciso di affidare un monitoraggio al proprio Servizio tecnico, insieme ad agenti del Coordinamento territoriale ambientale del Corpo Forestale dello Stato. Si intende valutare la presenza delle specie tramite il rilevamento di segni indiretti ed il rilevamento di nuclei riproduttivi. Gli allevatori del Parco lamentano la presenza di esemplari di lupo che hanno aggredito e ucciso pecore ed altri animali di allevamento mentre finora si pensava che si trattasse solo di cani rinselvatichiti. Che ovviamente sono responsabili della maggior parte degli attacchi agli animali.
Il piano di lavoro include anche un’accurata analisi degli eventi di predazione del bestiame. La realizzazione del progetto potrà consentire di delineare la catena alimentare che si è sviluppata nel Parco contribuendo a mantenere l’equilibrio ecologico ed in particolare ad evitare sovrappopolazioni di alcune specie, quale ad esempio il cinghiale, che provocano danni ingenti alle colture.
Onofrio Bruno

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