Lupi ed emozioni

Foto e testo di Alessandro Melchionda

Inutile ripetercelo. Ci alziamo tante volte, con speranza che sia una grande giornata. E tante volte ritorniamo con la speranza che la prossima uscita sia sempre migliore. Ma ci sono giornate magiche, che non si dimenticano e che rimangono vive nel ricordo anche grazie alla possibilità di poterle rivivere e condividere attraverso le immagini.
Ed anche a questo serve la fotografia.
Eccoci, allora, 4 gennaio 2011. Giornata fredda, ma serena, terreno gelato.
L’idea è di andare da tutt’altra parte, ma, come spesso accade, all’ultimo momento mio figlio Andrea mi convince. Il posto non è vicino, ma i bei ricordi del periodo dei bramiti ci riportano là, con la speranza di rivedere qualche bel cervo.
Arriviamo sul posto che è ancora buio. Cominciamo a salire con cautela, ma è impossibile essere silenziosi. Il terreno gelato scricchiola ad ogni passo.
Finalmente arriviamo nel luogo dove volevamo appostarci e ci fermiamo.
Dalle prima luci dell’alba capiamo subito che si tratta di un giorno spettacolare. Fa freddo, sì, ma la luce è fantastica ed il cielo si colora di mille tonalità calde e morbide.

 

Subito, con le prime luci, ci si affaccia vicino una cerva.

E molto vicina e vediamo la sagoma attenta. Troppo vicina. Ci ha visto e ritorna sui suoi passi.
Passano pochi minuti, il giorno rischiara e, sulla mia destra, vedo subito quello che non pensavo proprio di poter veder. Ci sono: eccoli lì, due lupi splendidi, appena usciti dal bosco.

Avverto con un segno mio figlio e comincio a scattare con cautela. Non mi sentono. La luce è ancora scarsa, ma scatto lo stesso. Pochi istanti di sosta, poi i due lupi proseguono e se ne vanno.
L’occasione è però troppo bella. Conosco il posto e so perfettamente cosa c’è oltre il dosso verso il quale si sono diretti. Andiamo: un segno veloce a mio figlio, alzo il treppiede con macchina e tele e ci indirizziamo verso l’alto, con la speranza di poterli rivedere sotto di noi.
Facciamo circa un centinaio di metri. Arriviamo sul crinale e, con cautela, guardiamo sotto. Ci sono!

Li vediamo subito tutti  e due, con le sagome che si stagliano sul crinale opposto, e scattiamo. Ho il timore che ci sentano. Forse è così. Ma sono calmi e, addirittura, si accucciano.

 

Passano un paio di muniti. Riesco a fotografare e a filmare. Poi, di improvviso, mi accorgo che si allertano guardando sopra di loro. All’improvviso, dall’alto, vediamo arrivare un terzo lupo, con la coda eretta, in tipico segno di dominanza.
I due, vedendolo arrivare, abbassano subito il capo in segno di giocosa sottomissione.

 

Pochi attimi, poi tutti e tre corrono verso il basso.

Penso rapidamente alla conformazione del luogo e cerco di intuire la loro direzione. Mio figlio si ferma a scattare ed io mi allontano velocemente ritornando sui miei passi. Scendo un po’ e mi fermo. Dovrebbero arrivare proprio sotto di me. Passano alcuni istanti. Non vedo nulla. Poi ecco che spunta il primo lupo.

Si ferma e si guarda intorno. Poi si gira e sale verso di me. Ma si ferma subito.

Forse mi ha sentito. E invece no. Prosegue, si riabbassa, e sparisce. Rimango fermo. Se ho intuito bene, dovrebbe spuntare proprio sotto di me a breve distanza. Pochi istanti, ed eccolo.

Lo vedo fare capolino dietro una ginestra, ma si ferma subito. Ormai mi è davvero vicino e penso e si avveda della mia presenza. E infatti se ne va. Vedo dopo spuntare anche gli altri due, che però lo seguono veloci.

Li accompagno con lo sguardo mentre corrono veloci verso il bosco, ritornando nella stessa direzione da dove erano arrivati.
Vedo nel frattempo arrivare anche mio figlio. Gli occhi tradiscono un’emozione fortissima. Davvero, così vicini, non li avevamo mai visti.
Non so quanto tempo sia passato. Forse non più di dieci/quindici minuti. Ma l’emozione di quel quarto d’ora ci accompagna per tutta la mattina. Ed il fatto di essere qui a raccontarla rende evidente che si tratta di emozione che non è ancora svanita e che ci accompagna ogni volta con la speranza di poterla rivivere.
In bocca al lupo!

1 commento su “Lupi ed emozioni”

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