La vigilia di Natale

Mi sono alzato presto, il cielo era blu intenso e le stelle più luminose che mai. Ancora buio mi sono seduto al riparo del vecchio ginepro e le sagome di alcuni lupi sono apparsi tra i cespugli piegati dal freddo. Il manto bianco di neve ghiacciata mi consente di osservarli con il mio inseparabile binocolo. Sono tranquilli, fiutano tra l’erba congelata per cercare qualche misteriosa traccia. Uno trova un ciuffo più alto vi deposita con cura i suoi escrementi, un altro solleva tra i denti un osso consumato, il terzo punta per terra le zampe, alza come una bandiera la coda e si stira con cura dal primo muscolo della coda fino all’ultimo del naso. Una lunga raspata, una sistemata ai resti di ossa, un grande sbadiglio, poi nella penombra del bosco le silhouette svaniscono definitivamente. Infine il canto del pettirosso ha dato il via al nuovo giorno e interrotto l’incanto. Era la vigilia di Natale.

Buone feste
Antonio Iannibelli

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