Chi ha paura del lupo cattivo?

Chi ha paura del lupo cattivo?

“Attenti al lupo!”, “Il lupo si sta avvicinando alle abitazioni”, “Si teme per l’incolumità delle persone e dei bambini”, che fare??

Sono tanti i titoli allarmistici che si leggono sui giornali locali oggigiorno riguardanti la fauna selvatica, in particolare il lupo. Spesso sono finalizzati ad incrementare delle paure pre-esistenti sul territorio, basate sulle favole che i nostri genitori ci raccontavano prima di andare a letto.  Da “Cappuccetto rosso” al “Lupo mannaro”, nell’immaginario collettivo il lupo è rimasto il nemico per eccellenza.

Ma quanto c’è di vero in queste storie? Sin dai primi allevamenti  il lupo ha acquisìto il ruolo del cattivo: uccide il nostro bestiame, deve essere sconfitto! Associato spesso alle forze oscure e maligne e alla ferocia, gli si attribuirono poteri e si pensava fosse l’incarnazione del diavolo.

Dopo decenni di persecuzione da parte dell’uomo con qualsiasi mezzo (trappole, veleno, armi da fuoco), il lupo arrivò alla soglia dell’estinzione nel nostro Paese. Divenne un animale diffidente, spaventato dall’uomo ed imparò a sfuggirgli evitandone i contatti. Ciò persiste ancora oggi: la possibilità di incontrare un lupo è un evento eccezionale e fortuito, senza pericolo alcuno. Appena si accorge della presenza umana scappa rifugiandosi nella vegetazione.

Il lupo è un animale sociale che vive in branchi spesso formati dai soli componenti famigliari, è territoriale ed è un abile predatore dalla natura schiva.

Fortunatamente grazie a leggi nazionali ed internazionali diviene specie protetta e la sua popolazione sta incrementandosi, rioccupando zone da cui è stato assente per decenni.

Anche in Basilicata si hanno notizie di branchi in territori in cui non ci si aspettava la sua presenza. Ed ecco allora ripresentarsi i problemi di un tempo: nuovi attacchi alle greggi, spesso incustodite, che diventano preda facile per il carnivoro. Le ostilità con le comunità locali, con il settore zootecnico ed in parte con quello venatorio  si riaprono. Basta pensare ai recenti episodi di avvelenamento a Pomarico e le richieste da parte degli allevatori del Parco Gallipoli Cognato di un intervento della Regione.

Ma davvero è impossibile riuscire a convivere con questo predatore?

Il lupo svolge un ruolo fondamentale negli equilibri ecologici dei territori in cui è presente, ma è necessario anche garantire la sopravvivenza delle attività economiche locali, quali ad esempio l’allevamento che può subire gravi danni a causa degli attacchi del predatore. Il ruolo più importante per questo passo spetta agli enti locali che devono occuparsi di risarcire i danni arrecati dalla fauna selvatica, e che, inoltre, dovrebbero garantire metodi efficaci di prevenzione ed incentivarli.

Gli indennizzi purtroppo spesso sono insufficienti ed arrivano in ritardo: questo può aumentare il malcontento della popolazione che presto deciderà di “far giustizia da sé”. Il metodo migliore per la gestione del conflitto con la zootecnia è la prevenzione: si parla in quest’ultimo caso di recinti antilupo, cani da guardiania, recinzioni elettrificate e di rieducare i pastori alla sorveglianza del bestiame. Se i nostri allevatori riprendessero le abitudini antiche di seguire le proprie greggi e non lasciarle incustodite, allora i domestici sarebbero davvero protetti da qualsiasi attacco del “lupo cattivo”.

La convivenza è possibile. Basta volerla.

 

Gabriella Rizzardini


4 Responses to “Chi ha paura del lupo cattivo?”

  1. cristiano ha detto:

    “Erano grandi come una vecchia 126” ?????
    ma chi è il pusher della signora???

  2. Silvan ha detto:

    Il lupo è un animale sociale che vive in branchi infatti si riunisce in gruppi, tra i quali possono benissimo trovarsi individui accomunati da parentela, e data la loro socialità tendono a divenire anche molto numerosi,
    ma non è affatto detto che non ve ne siano composti da soli elementi famigliari, padre, madre e figlioli,
    ad ogni modo, quale che sia la loro composizione, graziosa o meno graziosa, se hai la ventura di imbatterti in uno di questi gruppi o branco, ne vieni circondato, aggredito e sbranato, te, oppure i tuoi animali o cani al seguito, comunque l’elemento più debole o indifeso è quello su cui si concentra la loro attenzione, che può essere in primis il cagnolino, l’agnellino o i bambini, così oltre alla sua socialità scoprite anche la sua intelligenza e la graziosa veste di selettore naturale del più adatto e del più forte.
    Dite che voi potreste difendervi? No, perché i protetti sono loro e non voi, se volete portare i bambini a prendere aria buona in campagna, o andare a fare una corsa con il cane per prati, ve lo scordate, perché liberi di scorrazzare per monti e valli sono loro, e non voi, infatti sono territoriali e quello appunto è diventato il loro territorio, 
    nondimeno non eviteranno, e non evitano, di avvicinarsi alle vostre case, alle vostre proprietà, ai vostri animali e a voi stessi, e l’unico motivo per cui erano schivi era che anticamente, quando lo facevano, gli sparavano addosso,
    è notizia di pochi giorni fa di un pastore che era presente al suo gregge, e si è trovato circondato da quattro lupi ringhiosi, non aveva fucile, non poteva sparare, e solo l’arrivo dei suoi cani pastore li ha fatti allontanare,
    tuttavia quando un branco di lupi prospera e diviene numeroso nemmeno i pochi cani assegnati e di cui si può disporre sono sufficienti a scongiurare il pericolo.
    Inoltre come molti danno la loro opinione, e come anche richiesto dallo spazio commenti, anche io darei la mia opinione al riguardo: il lupo non è fondamentale per l’ambiente, è stato assente per decine di anni, e anche la selvaggina e le varie specie di cui si nutriva sono state scarse proprio nello stesso periodo, già abbondantemente ridotte e minacciate solo per la pratica della caccia, senza considerare gli altri motivi. 
    Il lupo è un grande predatore, con le sue tecniche di caccia, di esseri viventi medio-grandi, di cui gli ambienti moderni e la vita umana non ha bisogno, ed anzi ne ricava gravi danni, per questo in passato lo si era drasticamente ridotto di numero ma non estinto.

  3. Lupa Clà ha detto:

    Da brivido…

  4. Fabio ha detto:

    Benissimo!!!Il “mago” Silvan ci parla di lupi!!! Noi studiamo la specie da anni…siamo circondati da lupi ma non li vediamo…tranne che con le fototrappole!!!hanno paura anche di un led invisibile della fototrappola…quasi muoiono d’infarto quando se ne accorgono!!!eppure camminiamo nel loro territorio…come mai non ci sbranano?!?! come mai appena ci vedono scappano!?!?!Eppure siamo lì indifesi…senza fucili..!!! Ci sono un sacco di articoli scientifici…leggeteli prima di commentare!!! vi prego!!! Non fate la parte degli ignoranti!!!

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