Mortalità del Canis lupus italicus in Italia

Mortalità del Canis lupus italicus in Italia

QUINTO Fabio1, IANNIBELLI Antonio1, GENTA Laura1, PERRONE Maria1, OTTONE Erika1, RIZZARDINI Gabriella1,2.

1Italianwildwof.it, 2 Università degli Studi della Basilicata

Copyright www.italianwildwolf.it – Il testo e i dati dell’articolo sono utilizzabili solo citando la fonte.

INTRODUZIONE

Ogni anno in Italia molti lupi (Canis lupus italicus) muoiono per cause antropiche, ma è molto difficile trovare informazioni a riguardo. Sono stati effettuati degli studi sulla mortalità del lupo a scala regionale (Lovari, 2006) ma non esiste una banca dati nazionale in cui sia possibile attingere a questo tipo di informazioni, tuttavia questo importante carnivoro è protetto da norme nazionali (Legge dell’11 febbraio 1992 n. 157) ed internazionali (Convenzione di Berna e Direttiva Habitat). In Italia le carcasse di lupo rinvenute, dopo gli accertamenti di un corpo di polizia giudiziaria e dei veterinari delle ASL competenti, vengono condotte agli IZS locali per le necroscopie, le analisi tossicologiche e quelle genetiche. Sarebbe molto importante conoscere ed analizzare questi dati per comprendere meglio il fenomeno della mortalità, in modo che si possano cercare soluzioni per ridurre la mortalità animale, identificare le aree di maggior conflitto con le attività umane e determinare con maggiore accuratezza quali sono le principali cause di morte del lupo.

Figura 1 – Georeferenziazione carcasse

METODI

Il gruppo di ricerca di Italianwildwolf.it ha cercato di trovare informazioni sulla mortalità del lupo in Italia sulla base di osservazioni dirette e notizie da tutti i media. Per raggiungere questo obiettivo, è stata creata una pagina Facebook “https://www.facebook.com/lupiuccisi/” e pubblicizzata su vari canali di informazione in modo che ogni cittadino possa contribuire e possa essere una fonte di informazione. Tutte le informazioni giunte dagli utenti sono state verificate. Inoltre è stato utilizzato lo strumento Google Alert, un servizio che individua contenuti Web riguardanti una specifica parola chiave impostata dall’utente e invia all’indirizzo e-mail di quest’ultimo i risultati individuati. Le parole chiavi utilizzate sono state “lupo”, “lupo morto”. È stato creato un database con tutte le informazioni disponibili: ogni caso ha un codice ID, posizione e data di rinvenimento, geolocalizzazione, causa di morte, età e sesso dell’animale e fonte di informazioni con foto correlate. Sono state considerate tre classi di età: cucciolo (fino a 6 mesi), subadulto (fino a 2 anni) e adulto (oltre 2 anni).

RISULTATI

Dal 1 ° novembre 2016 al 30 ottobre 2018, sono stati registrati 142 decessi di lupi in tutte le regioni in cui il predatore è presente (Fig.1). Gli incidenti stradali sono stati la principale causa di morte (60,6%), seguita dal bracconaggio (23,2%,), il 9,8% da cause naturali e il 6,3% è rimasto sconosciuto. Per quanto riguarda il bracconaggio si rilevano diverse tipologie: il 12,7% dei lupi è stato sparato, il 4,9% è stato avvelenato, l’5,6% era dovuto ad altre cause. Solo di 106 carcasse è stato possibile conoscere l’età. La classe d’età più colpita è stata quella degli adulti 35,9% seguita dai subadulti 25,3% e dai cuccioli 13,4% (Fig.2).

Figura 2 – Classi d’età

È stato possibile determinare il sesso di 100 lupi (65 maschi e 35 femmine), con un rapporto tra i sessi di 1: 0,53. Le regioni italiane che hanno registrato più casi di ritrovamenti sono state il Piemonte e l’Emilia Romagna con rispettivamente 28 e 23 casi (Fig.3).

Figura 3 – Lupi morti suddivisi per cause e regioni

CONCLUSIONI

I risultati hanno mostrato che gli incidenti stradali sono la maggiore causa di morte del lupo in Italia, anche se questo può trarre in inganno in quanto le carcasse rinvenute sulle strade sono più facili da reperire rispetto ad altri lupi morti per altre cause. La seconda causa di morte è stata il bracconaggio: sebbene il lupo sia strettamente protetto da leggi nazionali ed internazionali, questo rimane un enorme problema di conservazione.

La mortalità per cause naturali e per bracconaggio risulta comunque sottostimata e difficilmente quantificabile. Probabilmente il bracconaggio rappresenta la principale causa di mortalità della popolazione di lupo in Italia, si stima che circa il 20 % della popolazione venga uccisa per cause illegali (Boitani & Ciucci, 1993).

Quella degli adulti risulta essere la classe di età con più casi di mortalità, tuttavia non si può non prendere in considerazione la classe di non identificati (25%) che possono aumentare le reali percentuali sia di sub-adulti che di adulti coinvolti (i cuccioli sono la classe di età più facilmente riconoscibile, per questo esclusa dai non identificati).

Figura 4 – Mortalità nei mesi 2016-2018

Il 70% dei decessi è avvenuto nella stagione autunnale, coincidente col periodo della dispersione, e in quella invernale quando, a causa di forti nevicate, i lupi tendono a spostarsi a quote più basse (Mech, 1970) dove sono più propensi ad invadere attività umane aumentando il rischio di essere uccisi (Lovari et al., 2007) (Fig.5). Infatti l’alta mortalità nei sub-adulti può essere legata ai periodi di dispersione (Mech, 1970), nei quali il giovane lupo non gode della protezione del branco e dell’esperienza degli adulti. In generale, i risultati potrebbero essere influenzati dalla facilità di ritrovamento delle carcasse: ad esempio, il tasso di mortalità naturale dei cuccioli è molto alto nel primo anno di vita e può arrivare al 40% (Boitani & Powell, 2012), ma è difficile trovare informazioni a riguardo nella popolazione naturale. L’Emilia Romagna e il Piemonte sono le regioni con il tasso più alto di ritrovamenti, ma ciò non implica una reale maggiore presenza del problema in quanto potrebbe essere attribuito ad una maggiore sensibilità e attenzione da parte dei residenti, il che rende più facile reperire dati su queste aree.

RICONOSCIMENTI

Si ringrazia tutti coloro i quali hanno dato il loro contributo inviandoci segnalazioni di lupi morti sulla pagina Facebook “https://www.facebook.com/lupiuccisi/”

BIBLIOGRAFIA

  • Boitani, L. & Ciucci P.,1993. Wolves in Italy: Critical issues for their conservation. In: Wolves in Europe. Status end perspectives. – Atti del convegno «Wolves in Europecurrent status and prospect» 2-5 Aprile 1992, Oberammergau, Germany. Proemberg,C., Schroeder, W., ed. Munich Wildlife Society. 75-90.
  • Boitani L. & Powell R., 2012. Carnivore Ecology and Conservation – A Handbook of Techniques. Oxford Biology.
  • Lovari S., Sforzi A., Scala C. & Fico R. (2007). Mortality parameters of the wolf in Italy: does the wolf keephimself from the door? J. Zool. ,Lond. 272: 117-124.
  • Mech, L.D. (1970). The wolf: the ecology and behaviour of an endangered species. New York, NY: Natural History Press.
Lupo investito in Puglia – Agosto 2013

Con questo documento vorremmo coinvolgere e ricordare a tutti gli iscritti del nostro gruppo, ma anche le altre associazioni che si occupano di tutela ambientale, di quanto sia importante il contributo di tutti per poter salvaguardare i diritti del lupo e contrastare i crimini verso la fauna selvatica.

Il nostro progetto nato in occasione dei lavori della Festa del lupo 2016 ha prodotto risultati in parte prevedibili e in parte inaspettati, in particolare fotografa una situazione complessa per quanto riguarda la tutela dei selvatici italiani e ci fornisce dati sui quali bisogna riflettere. Per questo abbiamo deciso di continuare nella ricerca fino a novembre 2020 con la speranza di aumentare la platea dei collaboratori e di migliorare la ricerca sul campo.

Ti aspettiamo nella pagina www.facebook.com/lupiuccisi/ per un tuo contributo.  E’ possibile anche inviare le informazioni in modo anonimo scrivendo a festadellupobo@gmail.com o telefonando a 347 2211326 (Antonio).


No Responses to “Mortalità del Canis lupus italicus in Italia”

  1. […] Sospettiamo che il fenomeno nel suo insieme incide pesantemente sulla sopravvivenza di questa specie. Infatti dal 1 novembre 2016 al 30 aprile 2019 abbiamo accertato la morte di 205 lupi: 61% investiti sulle strade, 24% vittime di bracconaggio (casi di avvelenamento, di morte causate da armi da fuoco e persino impiccagioni e decapitazioni), 10% morte per cause naturali, 5% altre cause. QUI i dati pubblicati nel nostro blog […]

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