Resoconto Festa del lupo 2010

Dal 19 al 21 novembre 2010 si è svolta la tanto attesa festa del lupo che ha visto la straordinaria partecipazione di volontari e appassionati provenienti da diverse regioni del nostro Paese. L’evento ha aperto i battenti sabato 13 novembre con l’inaugurazione della mostra collettiva, che ha coinvolto 11 autori, di cui 7 fotografi: Antonio Iannibelli, Andrea Dal Pian, Alessandro Melchionda, Alberto Tovoli, Maria Perrone, Renato Fabbri, Stefano Franceschetti. Due disegnatori: Edoardo Velli e Emanuele Carosi. Una pittrice: Emilia Salvini. Una ceramista: Marika Gravina.

Mostra fotografica

Partecipanti

Gli autori hanno presentato le proprie opere, tutte dedicate al lupo appenninico, alla presenza di numerosi cittadini e sono rimaste esposte nella galleria espositiva della biblioteca comunale fino al 28 novembre 2010. E’ stata anche resa pubblica la carta dei diritti del lupo con un simpatico cartellone “animato” da Stefania Montanari con figure staccabili per realizzare un simpatico gioco a quiz indirizzato ai bambini.

Dipinto di Emilia Salvini

Disegno Emanuele Carosi

Disegno Edoardo Velli

I lavori veri e propri per far conoscere i lupi italiani si sono svolti nelle serate di venerdi 19 e sono stati introdotti dal Biologo Lorenzo Rigacci rappresentante della provincia di Bologna del settore ambiente e fauna. Dopo un’ ampia illustrazione sulla diffusione e la dieta del lupo ha presentato le modalità per la richiesta risarcimento danni da parte degli allevatori e soprattutto ha spiegato come convivere correttamente con il grande predatore, ha concluso con l’auspicio di una maggiore collaborazione tra gli enti addetti ai lavori e le associazioni di volontariato come il nostro gruppo.

La serata è continuata con il documentario di Antonio Iannibelli che ha spiegato come riconoscere i segni del lupo e quali sono le difficoltà di convivenza. Si è parlato della situazione italiana e delle diverse regioni, sono stati proiettati alcuni documentari video ripresi nei nostri Appennini da Stefano Franceschetti e si è conclusa con un ampio dibattito.

Sabato mattina come da programma si è svolta l’escursione nel Parco Corno alle Scale con la partecipazione di un nutrito gruppo di appassionati. Le condizioni atmosferiche ci hanno costretti a una modifica del percorso ma la magia della natura selvaggia e il fascino delle cascate del Dardagna ci hanno regalato emozioni indimenticabili nonostante la pioggia. A pranzo comunque i tortellini in brodo della pensione “La posta” assieme ai meravigliosi arrosti sono stati particolarmente graditi. Il pomeriggio è trascorso gradevolmente alla visita della mostra con gli autori e i tanti intervenuti.

Foto di Alberto Tovoli

Foto di Antonio Iannibelli

Il top degli interventi si sono svolti in serata nel teatrino della chiesa parrocchiale con la straordinaria partecipazione di Stefano Polliotto e Ethel Onnis dal Piemonte che hanno proiettato in anteprima assoluta un documentario sulla riproduzione del lupo nelle Alpi. Stefano Polliotto oltre ad essere stato il primo a documentare il ritorno del lupo in Piemonte con queste ultime riprese ha potuto accertare per la prima volta nel nostro Paese il numero complessivo di un branco composto da 5 adulti e ben 9 cuccioli. La complessa e interessante vita sociale del lupo ci è stata illustrata magnificamente dagli autori con riprese di altissima qualità effettuate in ambiente selvaggio nell’arco di cinque mesi, abbiamo cosi potuto avere piena cognizione delle delicate fasi di crescita dei cuccioli e del coinvolgente ruolo dei subordinati.

Foto di Andrea Melchionda

Foto di Alessandro Melchionda

Molto interessante anche l’intervento di Paolo Rossi dalla Liguria che con le sue immagini ha documentato la riproduzione di un branco che si è stabilizzato in quella regione. E’ la conferma che i lupi italiani hanno colonizzato anche gli Appennini liguri che in passato venivano utilizzati solo come corridoio naturalistico per espandere il proprio territorio nelle regioni settentrionali, nelle Alpi e verso l’Europa.

Buone notizie anche dalla Puglia. Antonio Iannibelli e Maria Perrone ci hanno informato che i carnivori in questa regione stanno gradualmente rioccupando le aree protette e i territori ormai abbandonati dai pastori e dai contadini. In particolare è stata accertata di recente la sua presenza nei parchi dell’alta Murgia e del Gargano ma anche nell’Oasi della gravina di Laterza e nelle campagne di Matera, qui i lupi sono ritornati e si sta facendo una buona informazione ma in questo territorio uomini e lupi si scontrano con un gravissimo problema, il randagismo canino. Più che in ogni altra regione Puglia e Basilicata ospitano un gran numero di cani abbandonati, questa cattiva abitudine di liberarsi degli animali domestici spesso si scontra con l’altrettanto cattiva abitudine di alcune persone che danno da mangiare in modo incontrollato a questi animali, ne deriva che a volte i cani si riproducono e si formano veri e propri branchi. Questi animali sono poi costretti a procurarsi il cibo e possono fare danni che in molti casi vengono accollati al lupo, inoltre in questa fase di ricolonizzazione del lupo si pone anche il rischio di ibridazione. Qui il compito arduo degli enti preposti è quello di trovare in breve tempo adeguate soluzioni per il controllo del randagismo, e la tutela dei piccoli allevatori. La situazione comunque è ben conosciuta e siamo convinti che il predatore troverà una buona accoglienza anche da queste parti.

Oltre alla Puglia, anche in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia il canis lupus sta facendo ritorno ma qui le notizie sono ancora frastagliate e solo nei prossimi anni sapremo se saranno i lupi italiani, quelli sloveni o entrambi a occupare queste terre.

La serata si è scaldata con la partecipazione straordinaria dei “Luvin” affettuosissimi cani utilizzati in passato con successo a guardia dei greggi, una femmina adulta e un bellissimo cucciolo di pochi mesi sono stati i protagonisti a 4 zampe dell’intensa serata.

Cristian Ielli fondatore dell’associazione “Cane Lupino del Gigante” si occupa della salvaguardia di questa specie canina che rischia di estinguersi. Con la forte riduzione della pastorizia i Luvin erano quasi scomparsi, i volontari in questo caso stanno cercando di far conoscere le grandi qualità di questo cane che secondo la leggenda deriva da un incrocio spontaneo di cane domestico con i lupi selvatici degli Appennini. Questa razza di cane risulta particolarmente indicata come guardiano degli animali domestici è affettuosissima e strettamente legata al suo compito. Un valido aiuto insomma per quegli allevatori che vogliono seriamente affrontare il problema lupo in modo non traumatico. Trovate tutte le informazioni e i dettagli nel sito ufficiale a questo link: http://www.cane-luvin.eu/index.htm

Un inaspettato fuori programma ha portato alla festa un giovanissimo appassionato, Andrea Melchionda, con uno straordinario documentario di due lupi che nel tentativo di attaccare un branco di cervi vengono scacciati in malo modo. Si è trattato della presentazione di una sequenza di foto realizzata da Andrea lo stesso giorno della festa del lupo.

Per concludere Stefano Franceschetti ha illustrato alcune tecniche di ripresa in natura e proiettato due bellissimi videoclip, “Fototrappalando s’ impara” e “Il buono, il brutto e il cattivo” che potete vedere in rete su Youtube. Le video trappole sono occhi elettronici instancabili in grado di mostrarci immagini altrimenti impossibili da fare e ci mostrano come la convivenza del super predatore con le sue prede è assolutamente pacifica, anzi a volte come si vede nel secondo filmato sono proprio le prede a scacciare i predatori. La serata si è conclusa con un bel dibattito alla presenza di molte persone arrivate da tutta Italia e pure dalla Svizzera.

Domenica mattina il “tempo da lupi” ci ha fatto rinunciare all’escursione in programma ma abbiamo volentieri utilizzato il nostro tempo per vedere lo storico film “Uomini e lupi” che abbiamo proiettato e commentato in biblioteca. Se non avete ancora visto questo film vi consigliamo di farlo almeno per capire in quale condizioni sopravvivevano i lupi e gli allevatori. Si tratta di un film storico girato nel 1956 con protagonisti Silvana Mangano e Yves Montand . Il film illustra la drammatica situazione dei lupi ma anche degli uomini in quella particolare situazione del nostro Paese. Tra la povertà di quei tempi e la cattiva informazione che veniva fatta sui lupi nasceva la figura del luparo, cacciatori specializzati che venivano ingaggiati dagli allevatori per ammazzare i lupi.

La festa si è conclusa domenica 28 novembre con la chiusura della mostra, che è stata visitata da centinaia di persone.

Vi aspettiamo alla terza edizione nel 2012.


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