Un lupo innocente e 50mila euro in fumo: cronaca di un abbattimento annunciato

Di Brunella Pernigotti

Unum castigabis, centum emendabis
L’articolo dello scorso 28 dicembre 2025 comparso sul sito di ENPA racconta dell’ennesima persecuzione di cui i lupi sono vittima da centinaia di anni per colpa, da una parte, dell’ignoranza della massa delle persone e, dall’altra, dell’avidità dei pochi che si arrogano il diritto di decidere della vita di esseri senzienti tanto quanto gli umani, solo perché hanno ottenuto un pugno di voti alle elezioni promettendo miracolose soluzioni ai problemi economici e sociali che affliggono il loro territorio. Le bugie purtroppo esistono perché qualcuno ci crede… Così, un lupo è stato ucciso in Val Venosta solo perché era un lupo! Nessuna prova che avesse mai predato, nessuna ricerca del vero colpevole o del vero motivo delle recenti predazioni denunciate in quella zona, nessuna base scientifica che comprovasse l’efficacia di un’uccisione tanto inutile quanto costosa. Già, perché per uccidere questo lupo, è stata attivata una vera task force con tanto di elicotteri che per ben 27 volte hanno sorvolato la zona per cercare un lupo da inquadrare nel mirino. Questo la dice lunga anche sul fatto che la zona non “pullula” di lupi e che questi sono ben difficili da vedere, tanto meno da incontrare, a dispetto di quanto i giornali strillano, un giorno sì e l’altro pure, di avvistamenti e tentativi di aggressione ai danni di fantomatici contadini-allevatori-cercatoridifunghi-bambini-cani-gatti-unicorni…. Ma gli elicotteri e le persone coinvolte in questa caccia scriteriata e sgangherata che, lo ricordo, ha portato alla morte di un lupo innocente fino a prova contraria, non sono stati senza costi! Questi signori, infatti, insieme alla pletora di enti e persone che hanno consultato ottenendo parere favorevole all’abbattimento, si sono permessi di sperperare ben 50.000 euro di soldi pubblici.

Ora ci sono alcune considerazioni che vorrei fare. Innanzitutto chi ha dato parere favorevole dovrebbe essere qualcuno di competente in etologia e biologia del lupo, uno che dovrebbe sapere che un branco di lupi se subisce l’abbattimento a casaccio di uno di loro, ha serie ripercussioni comportamentali e spesso l’evento lo porta ad aumentare le predazioni di animali domestici perché più facili, non a diminuirle. In secondo luogo, come dice giustamente ENPA, il denaro pubblico era disponibile per mettere in atto tutte le azioni di prevenzione dalle predazioni che gli allevatori dovrebbero utilizzare, proprio per tenere al sicuro i propri “amati” animali, ma pare che in quel caso non ci fossero né recinzioni, né stazzi, né cani da guardiania. Anche questo non è solo contro ogni logica, ma anche contro l’articolo n.16 della Direttiva Habitat, ancora in vigore e ancora da rispettare. In terzo luogo molto spesso si sentono squilli di tromba da parte di chi ha liberato il paese dal mostro, da parte dell’eroe politico di turno che mostra il cadavere del nemico con tronfia soddisfazione, ma io vorrei sapere anche che cosa succede dopo: qual è l’effetto dell’esecuzione nel tempo? Nessun dato rilevato, nessun feed back mai pervenuto, anzi… si attende qualche mese per poi ricominciare con i soliti piagnistei di avvistamenti e predazioni: praticamente nulla è cambiato e chi non intende proteggere i propri “amati” animali, continua a non farlo. E purtroppo questo avviene non solo in Italia, ma in gran parte del mondo: Francia, Svizzera, Stati Uniti, tutti hanno gli stessi pregiudizi e le stesse false convinzioni di poter risolvere i problemi di convivenza con i grandi predatori con le armi.

Io ho un sogno. Vorrei che chiunque parla di crisi ambientale e climatica, includesse anche i rischi che le specie animali corrono in questo periodo. Prendiamo il lupo, per esempio, che grazie all’esperienza lunga migliaia di anni ha acquisito e mette in campo strategie di caccia per sopravvivere che ora vengono a cozzare contro le abitudini umane: chi è da biasimare? Nessuno. Bisogna però renderci conto che un lupo non può essere educato, un bambino sì. I lupi sono come le foreste, i fiumi, la pioggia: a chi verrebbe in mente di “educare” un fiume? … A dire il vero qualcuno ha pensato bene di tombare un fiume, di arginarlo e di fargli cambiare il corso, ma con la prima alluvione chi ci ha rimesso non è stato sicuramente il fiume! Allora, rendiamoci conto che gli uomini hanno un’arma fenomenale per difendersi dai problemi che a volte la natura reca e quest’arma non spara, non intrappola, non avvelena, è l’arma della ragionevolezza, del buon senso, e, in fin dei conti, dell’intelligenza di cui tanto andiamo fieri. Distruggere il pianeta a poco a poco, eliminando tutto ciò che ci dà fastidio non è proprio una buona idea, credetemi!

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