Il lupo di Villa Ghigi: tra falsi allarmi e responsabilità umana

Di Antonio Iannibelli

Negli ultimi mesi, i social media bolognesi sono stati inondati di video e segnalazioni: il lupo è arrivato a Villa Ghigi. Ma se andiamo oltre la superficie del sensazionalismo e dei “like” facili, scopriamo una realtà molto più complessa, che parla più dei nostri errori che dell’animale.
Un ritorno silenzioso, un rumore social
I lupi sui colli bolognesi non sono una novità dell’ultima ora. Chi conosce il territorio sa che questi predatori frequentano i corridoi ecologici tra Appennino e città da anni, muovendosi con discrezione. La vera novità è la sovraesposizione digitale: un video diventa virale e improvvisamente un animale schivo si trasforma in un “caso pubblico”, alimentando paure ancestrali in chi ancora vede il lupo come il cattivo delle fiabe.

I due lupi: una diagnosi amara
Dalle osservazioni e dai video circolati, emergono due figure distinte, entrambe vittime dell’impatto umano:

LUPO 1 – Il lupo ferito (vittima del bracconaggio): un esemplare è stato avvistato con un laccio d’acciaio stretto attorno al corpo. È la firma del bracconaggio: trappole destinate ai cinghiali che diventano strumenti di tortura per i lupi. Un animale in queste condizioni fatica a cacciare e, spinto dal dolore e dalla fame, cerca cibo facile vicino alle case. Qui non c’è cattiveria, solo il tentativo di sopravvivere a un danno inflitto dall’uomo.

LUPO2 – Il giovane “confidente”: un secondo esemplare appare in buona salute ma pericolosamente abituato all’uomo. Questa confidenza non è un dono della natura, ma il risultato di comportamenti sbagliati: cibo lasciato intenzionalmente o scarti alimentari gestiti male. Un lupo che non teme l’uomo è un lupo condannato.

La piaga invisibile dei lacci
Dietro l’immagine da cartolina dei nostri colli si nasconde la violenza del bracconaggio, che ho potuto verificare personalmente durante i monitoraggi. Non è raro imbattersi in lacci d’acciaio artigianali che diventano sentenze di morte.

Questi strumenti sono crudeli: se il lupo riesce a spezzare il cavo, questo rimane stretto sul corpo, impedendogli di cacciare prede selvatiche. È un circolo vizioso: l’uomo danneggia il lupo, e il lupo è costretto ad avvicinarsi all’uomo.

Il mito del “poverino”: l’errore della confidenza
Vedere un giovane lupo che si avvicina scatena spesso un’emozione errata: “Poverino, è solo e affamato”. Questa è un’interpretazione umana pericolosa. Se un lupo associa l’uomo al cibo, perde la sua selvaticità e il conflitto diventa inevitabile. Se dai da mangiare a un lupo, direttamente o indirettamente lo condanni a morte.
Il mio appello: Spegni la fotocamera e attiva il senso civico. La salvezza del lupo di Villa Ghigi passa per il nostro silenzio. Restiamo spettatori discreti di una natura che non deve diventare “domestica”.


    Regole di convivenza: l’Ordinanza del Sindaco
    Per gestire la situazione, il Comune di Bologna ha emanato l’Ordinanza n. 968545 del 31/12/2025. Ecco i punti chiave:
    • Cani al guinzaglio: Obbligatorio in tutte le aree aperte per evitare incidenti.
    • No al cibo: Divieto assoluto di foraggiare la fauna o lasciare scarti all’esterno.
    • Gestione rifiuti: Obbligo di contenitori chiusi per non attrarre predatori.
    Leggi qui il testo integrale dell’ordinanza sul sito del Comune


    Cosa fare (davvero) se avvisti un lupo?
    La tua priorità deve essere la sua tutela, non la tua bacheca social:

    1. Smetti di postare sui social: La diffusione virale alimenta allarmismi e attira malintenzionati.
    2. Segnala agli esperti: Contatta chi sta monitorando l’area con fototrappole e personale tecnico:
      o Carabinieri Forestali: Tel. 112 o 1515
      o Polizia Locale Città Metropolitana: Tel. 051 6599599
      o Email: osservatorio.lupo@cittametropolitana.bo.it
    3. Conclusione: un valore aggiunto, non una minaccia
      Vivere sui colli è un privilegio. Proteggere il lupo significa proteggere la sua natura selvatica dal nostro egoismo digitale. Come diceva mio nonno: “Chi vive tra i lupi campa cent’anni”. Perché chi sa rispettare la natura ha capito come stare al mondo.

    Approfondimenti consigliati
    Se questo articolo ti è stato utile e vuoi saperne di più sulla gestione dei lupi e sulle minacce che affrontano, ti invito a leggere queste analisi dal mio archivio:
    Lupi confidenti: quando la colpa è dell’uomo – Un’analisi su come i nostri comportamenti sbagliati condannano i selvatici.
    Lupi e Bracconaggio – Un focus sulle trappole e sulle attività illegali che colpiscono il predatore.

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