Articolo di Antonio Iannibelli
Il nostro percorso per raccontare la natura degli animali selvatici e le dinamiche degli ecosistemi continua. Dopo gli incontri all’Oratorio della Carità di Fabriano e alla Pro Loco di Assisi – dove ho partecipato come relatore sul lupo – la collaborazione con il Prof. Andrea Mazzatenta prosegue con nuovi sviluppi. Nel tempo abbiamo costruito un metodo di lavoro basato sull’integrazione delle nostre competenze. Io non sono uno scienziato: il riferimento scientifico è lui. Da parte sua, mi guida nella lettura e nella costruzione dei contenuti scientifici; io porto l’esperienza sul campo, tra boschi e osservazione diretta, condividendo il mio modo di interpretare i segni di presenza e di raccontare la natura attraverso la fotografia. Il valore di questa collaborazione sta anche nel confronto tra approcci diversi: ricerca accademica e pratica sul territorio. Un dialogo che permette di approfondire la conoscenza del mondo naturale e di analizzare, con dati ed esperienza, alcune criticità legate alla gestione umana degli ecosistemi.
Da tempo si dibatte infatti sulla questione dei cinghiali, ma la storia parla chiaro: l’interferenza umana ha fallito, aggravando il sovrannumero. Di fronte a questo “paradosso venatorio”, l’unica vera soluzione etica ed efficace è il lupo, il vero bioregolatore naturale. Proprio il professore ritiene indispensabile che scienza e pratica si incontrino per dimostrarlo.




L’importanza della divulgazione e i nostri prossimi incontri
La conoscenza non può rimanere un privilegio per pochi, deve raggiungere i cittadini. Per questo abbiamo scelto luoghi molto significativi per i nostri prossimi appuntamenti:
1. Modena – Sabato 16 maggio 2026 ore 19:30 Saremo ospiti del Centro Fauna Selvatica Il Pettirosso.
Qui faremo divulgazione non solo tra le persone, ma in un certo senso anche “tra gli animali”: la platea sarà allestita all’interno del centro di recupero, in un luogo dove la dedizione per il salvataggio della fauna si tocca con mano.
2. Sanremo – Venerdì 12 giugno 2026 ore 21:00 Ci sposteremo nella sede del CAI di Sanremo.
Qui saremo accolti da chi vive la montagna quotidianamente e ha un profondo desiderio di comprendere il rapporto di convivenza con gli animali, specialmente in territori dove si esercitano attività di forte impatto come la caccia.
Il format dei nostri incontri affronta tre pilastri fondamentali:
• Il paradosso venatorio: come la pressione dell’uomo e la rottura delle gerarchie sociali nei branchi di cinghiali scatenino l’aumento esponenziale delle nascite.
• Il lupo selezionatore: l’azione chirurgica del predatore che sceglie soggetti giovani, deboli o ammalati, garantendo la salute genetica della specie.
• Etica della convivenza: superare l’antropocentrismo per riconoscere il diritto alla vita e all’autoregolazione di ogni specie.
Chi siamo (e dove approfondire il nostro lavoro)
Prof. Andrea Mazzatenta: Docente di fisiologia dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara. Nei nostri incontri illustra la biologia del cinghiale e le prove del fallimento della gestione umana.
• Per leggere una sua recente e interessante intervista sul lavoro di ricerca sul campo: Lupi a Vasto, Università D’Annunzio
• Per approfondire il suo fondamentale lavoro scientifico e le prove sul tema, vi invito a leggere l’ottimo articolo redatto da Brunella Pernigotti: Gestione dei cinghiali: abbiamo le prove
Antonio Iannibelli: Fotografo naturalista, nato nel Pollino nel 1960. Conosco più animali selvatici che uomini; ho vissuto più tempo nei boschi che nelle case, le città mi stanno strette. La mia etica fotografica si riassume in un principio saldo: prima di tutto il rispetto per gli animali, poi lo scatto fotografico. Da guardia Ecologica Volontaria e studioso di lupi, credo fermamente che siamo tutti animali, abbiamo gli stessi diritti e abitiamo la stessa casa.
Per scoprire la mia esperienza sul campo, i miei racconti e le mie fotografie, potete visitare il blog Italian Wild Wolf e antonioiannibelli.it
Questo nostro progetto di divulgazione è disponibile per chiunque (associazioni, comitati, enti) vorrà organizzarlo nel proprio territorio. Un’occasione per diffondere la vera cultura del rispetto e della convivenza naturale.



